Ubicazione: Poleo di Schio (VI)
Progettazione: 2002 - Realizzazione: 2003

Il progetto prevede la realizzazione di un edificio formalmente unitario, di circa 900 mc, suddiviso internamente in due unità abitative comunicanti.

Le zone giorno sono disposte a piano terra rivolte a sud, accessibili da ingressi pedonali indipendenti. Orientati a nord sono i locali funzionali e di servizio, mentre la zona notte è dislocata al primo piano dell’edificio, dove trova luogo un’ampia terrazza panoramica. L’edificio si colloca in un’area collinare paesaggisticamente interessante. La morfologia del territorio suggeriva una strategia della collocazione dell’edificio per così dire “morbida”: le pareti perimetrali curve del piano terra sembrano quasi assecondare le sinuose curve di livello del terreno, orientando gli ambienti da esse delimitate verso la visuale più significativa. Viene così a costituirsi un basamento sinuoso (piano terra), “fluttuante”, sul quale poggiano due volumi rettilinei allungati e paralleli, formalmente molto rigorosi, in contrapposizione con la libertà compositiva del “basamento”.

Il piano terra, concepito come volume plastico, magmatico, si presenta con una finitura “materica”, grigia e granulare; i volumi superiori sono bianchi e lisci, quasi astratti, sospesi nell’aria.

Ciò stimola una riflessione sui concetti di “massa” e di “forma” in architettura. La contrapposizione tra la diversa natura dei volumi detta le regole del gioco architettonico, nel quale lo slittamento o la compenetrazione di essi dà origine alternativamente ad ambienti coperti o a terrazze panoramiche. L’insieme architettonico aspira comunque ad una sintesi formale giocata sulla contrapposizione tra linee rette e linee curve, tra pieni e vuoti, tra arretramenti ed aggetti.